martedì 25 dicembre 2007

Il Senatore a vita Giulio Andreotti sentitamente ringrazia.

Vi sono periodi importanti di cui sappiamo poco,
situazioni la cui importanza ci appare solo se ne
esaminiamo le conseguenze. Il tempo che il seme
trascorre sotto terra è parte integrante della vita
della pianta.
Johann Wolfgang Goethe



In parecchi sanno come realmente è finito il processo Andreotti, ma molti ancora oggi credono a quello visto a Porta a Porta. Io personalmente ho avuto tre conferme dirette e simultanee della "sentenza" di Bruno Vespa e francamente mi sono schifato non poco.
Per chi crede di sapere:
La leggenda di Giulio Andreotti assolto per mafia è semplicemente la balla più diffusa con massima professionalità dai giornalisti, ma anche da qualche parlamentare, e il suo massimo esponenete è (il giornalista-senatore) Lino Jannuzzi. Uno che viene considerato nell'ambito giornalistico come uno dei più attenti osservatori e profondi conoscitori dei processi su politica, mafia e corruzione. Un caposcuola al quale si ispira un battaglione di bufalari doc. Da Ferrara a Sgarbi, giù fino a Liguori.
Tornando al Senatore, è stato riconosciuto dalla Cassazione responsabile di associazione per delinquere con la Mafia, per via di diversi incontri con i capi supremi dell'organizzazione (in base alla sentenza definitiva, incontrò vari boss, fra cui i capi della mafia Stefano Bontate e Tano Badalamenti). In sostanza la prescrizione① del reato commesso fino alla primavera del 1980 viene disinvoltamente trasformata in assoluzione e addirittura usata per cancellare sia il reato (che invece è accertato), sia i gravissimi fatti documentati nel processo.
I valorosissimi giornalisti (?) che sostengono l'innocenza del Senatore, non solo occultano la motivazione della sentenza, contenente fatti moralmente, politicamente e penalmente gravissimi, ma ribaltano addirittura il dispositivo②, tramutando la prescrizione in assoluzione. Se questi signori volevano criticare la sentenza, potevano prendersi il disturbo di leggerla e soprattutto capirla. Al massimo quel che avrebbero potuto fare, era affermare che la sentenza definitiva non era convincente, o sbagliata su questo e quel punto, per questo e quest'altro motivo. Come si può affermare che la Cassazione ha assolto Andreotti, quando invece l'ha dichiarato colpevole di mafia fino al 1980?
Nel nostro paese succedono tanti sporchi favoritismi, ma quello reso dai mass-media al processo Andreotti è da manuale.



① La legge indica un periodo di tempo entro il quale deve essere raggiunta la sentenza, se ciò non avviene il reato cade appunto in prescrizione.
② Contenuto decisorio di un atto giurisdizionale.

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