Visualizzazione post con etichetta Marcello Dell'Utri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marcello Dell'Utri. Mostra tutti i post

martedì 17 giugno 2008

Intercettazioni si o no?

La questione delle intercettazioni è all'ordine del giorno. Mediaset porta a bandiera alta "l'oscuramento"(anche se non totale)delle stesse, mentre chi indaga e si fa un c**o così per far rispettare la legge e mettere in galera i "cattivi" la pensa in modo contrario. Questa legge sulle intercettazioni è stata fatta per non essere disturbati troppo, ma anche se non vedrò più un'altra trascrizione come la Saccà-Berlusconi o Dell'Utri-Berlusconi, il mio parere su testa d'asfalto non cambia di certo. Ha iniziato a fare i suoi interessi, io al momento faccio quelli dell'informazione!
Di seguito alcuni chiarimenti sulle intercettazioni e del perchè non andrebbero (e vogliono essere) "decapitate"!

Berlusconi: Stop alle intercettazioni



Confronto Travaglio-Sgarbi sulleintercettazioni



Castelli su intercettazioni



Luigi Ferrarella sulle intercettazioni e la loro pubblicabilità



Marco Travaglio



Chiudo con alcune delleintercettazioni fatte sul cavaliere. Con questa nuova legge diventeranno cult!

Berlusconi e Dell'Utri sul boss Mangano



Saccà e Berlusconi



Cuffaro e Berlusconi

domenica 6 aprile 2008

La mafia è una montagna di voti


Silvio Berlusconi chiede alla Mafia di non volere i suoi voti. Il problema è ramificato. Nel senso che se si riferisce agli amici che si trovano nella capitale il messaggio è anche ironico, ma se si riferisce agli amici siciliani il messaggio va interpretato. Può un politico che con la mafia ha costruito qualcosa di imponente rinnegarla pubblicamente? Il caciucco che guarda il tg5 ammira il cavaliere nel sentirgli pronunciare quella frase, ma chi conosce la sua storia continua a porsi sempre la stessa domanda. Quando finirà quest'uomo di dire ca**ate?
ps: ogni parere scritto nell'articolo è puramente personale!

domenica 9 marzo 2008

Silvio Berlusconi e la Mafia

Conosco bene la storia, chi vuole può documentarsi di seguito.
In molti ancora oggi credono a tutto quello che dice Berlusconi, dimenticandosi magari quello che diceva Borsellino sui politici e la mafia!


Quello che segue è un documentario della rete televisiva francese Canal+


Le ca**ate del cavaliere al popolo bue,
+ Marco Travaglio!

martedì 19 febbraio 2008

La signora Stefania Prestigiacomo

La bella Stefania continua a sostenere il povero Marcello.
Fan**lo lei, il nano, la mafia e il Dell'Utri Marcello!

sabato 19 gennaio 2008

Amarcord: Luttazzi intervista Travaglio

Correva l'anno 2001, e Daniele Luttazzi intervista Marco Travaglio innescando uno degli episodi che hanno fatto più discutere nella storia recente della televisione. Ma andiamo per ordine!
Luttazzi, conduttore ed ideatore di Satyricon, invita il giornalista Marco Travaglio per parlare del suo ultimo libro, L'odore dei soldi. Il libro, sritto a quattro mani con Elio Veltri, affronta la questione sulle origini delle fortune di Silvio Berlusconi, e inizia con una domanda: "Cavaliere dove ha preso i soldi?" In sostanza riporta documenti, come ad esempio le indagini effettuate da un ispettore della Banca d'Italia, dietro incarico del pool antimafia di Palermo, per ricostruire i movimenti finanziari di Berlusconi. Il libro riporta anche l'ultima intervista di Paolo Borsellino, in cui vengono citati Berlusconi e Dell'Utri come oggetti di indagine da parte del pool antimafia di Palermo.
In seguito Silvio Berlusconi diventa Presidente del Consiglio, e Luttazzi insieme a Santoro Michele e Biagi Enzo, trovano la sedia fuori dal portone. Licenziati per ordine del cavaliere.
Per chiudere il quadro, ricordiamo che Berlusconi chiese un risarcimento di 20 miliardi di Lire, sia a Travaglio che Luttazzi, ma la sentenza condannò Silvio a pagare 100.000€ di spese legali, e Luttazzi e Travaglio furono assolti, perchè quanto riferito in puntata corrispondeva a vero e non vi era stata diffamazione da parte dei due.
Buona visione!





mercoledì 9 gennaio 2008

La Pallacanestro Trapani, il boss mafioso, e il braccio destro di Berlusconi

Uno dei motivi che testimoniano il legame tra il PARLAMENTARE Marcello Dell'Utri (Forza Italia) e la Mafia.
-
Il 14 maggio 2007 la corte di appello di Milano ha confermato una condanna a due anni di reclusione per il senatore Marcello Dell’Utri e il boss della mafia Vincenzo Virga per tentata estorsione aggravata nei confronti del dottor Vincenzo Garraffa, già primario di radiologia all’ospedale di Trapani, già senatore repubblicano e sindaco di Trapani. Il fatto risale ai primi anni novanta, quando Dell’Utri era amministratore di Publitalia, Virga capo di Cosa Nostra a Trapani e Garraffa presidente della Pallacanestro Trapani. Dell’Utri vantava un credito di 750 milioni di lire da Garraffa come commissione di agenzia per un contratto di sponsorizzazione. Ovviamente li pretendeva in contanti e in nero. Garraffa rifiutò, ritenendo ingiustificata la richiesta. In un colloquio svoltosi a Milano 2, con un’affettuosa pacca sulla spalla Dell’Utri provò a convincerlo con le buone: “Le consiglio di ripensarci, abbiamo uomini e mezzi per convincerla a cambiare opinione”. Garraffa non accettò il consiglio. Qualche tempo dopo, a Trapani, ricevette in ospedale la visita di due distinti signori: il mafioso Vincenzo Virga, poi condannato all’ergastolo, e un suo collaboratore, anch’egli affiliato a Cosa Nostra. A nome e per conto del braccio destro di Berlusconi, i due mediatori d’affari si proponevano di “aggarbare” la questione, trovando un accordo tra gentiluomini. La soluzione prevedeva che Garraffa si convincesse a pagare. Ma Garraffa non pagò. In seguito, nel contesto di un’inchiesta antimafia la magistratura aprì un’indagine, chiamò Garraffa a testimoniare, trovò i necessari riscontri, che hanno prodotto una sentenza di condanna, poi confermata in appello (per la cronaca, ne hanno dato notizia solo due quotidiani nazionali: L’Unità e, con un articolo di taglio basso a pagina 22, il Corriere della Sera). Nel frattempo Garraffa era stato emarginato dal mercato pubblicitario nazionale, screditato a mezzo stampa dal Giornale, depennato all’ultimo minuto da una puntata antimafia del Maurizio Costanzo show. E ha dovuto lasciare la Sicilia.


Dal blog Pieroricca.org